Programma “Digital Makers”

APPLICATIVI LIBERI CERTIFICATI DAL MINISTERO PER L'ISTRUZIONE

LaLiberaScuola | 28-09-2014 23:36

La pubblicazione di un catalogo di applicativi in licenza libera certificati dal Ministero per l'Istruzione che serva da riferimento e guida per i docenti delle scuole di ogni grado.

Questo sarebbe un passaggio molto utile per andare oltre il generico supporto al software libero e opensource, ma dare chiare e concrete indicazioni di utilizzo.
I progetti di software libero hanno quasi sempre la caratteristica di non avere un marketing. Spesso i risultati  (i prodotti software) sono ottimi, altre volte incompleti, non aggiornati o non sufficientemente documentati. Avere un gruppo di insegnanti che si occupino di selezionarli e catalogarli producendo una guida aggiornata con i feed back dei colleghi, sarebbe un modo per dare nuove risorse alla scuola a costo quasi nullo.
MauroGardenal
2014-10-03 09:48
I progetti di software libero hanno quasi sempre la caratteristica di non avere un marketing. Spesso i risultati  (i prodotti software) sono ottimi, altre volte incompleti, non aggiornati o non sufficientemente documentati. Avere un gruppo di insegnanti che si occupino di selezionarli e catalogarli producendo una guida aggiornata con i feed back dei colleghi, sarebbe un modo per dare nuove risorse alla scuola a costo quasi nullo.
MauroGardenal
2014-10-03 09:48
Approvo e aggiungo:

non solo applicativi per gli insegnanti, ma anche per le segreterie.

Quanti soldi vengono spesi da ogni istituto per  realizzare il sito, il registro elettronico e gli applicativi della segreteria?

Se ad esempio il ministero mettesse a disposizione un modello di sito creato con software Open Source, quante risorse non verrebbero buttate?

Eventuali modifiche e miglioramenti potrebbero/dovrebbero essere condivisibili.
StefanoSL
2014-10-05 17:51
Approvo e aggiungo:

non solo applicativi per gli insegnanti, ma anche per le segreterie.

Quanti soldi vengono spesi da ogni istituto per  realizzare il sito, il registro elettronico e gli applicativi della segreteria?

Se ad esempio il ministero mettesse a disposizione un modello di sito creato con software Open Source, quante risorse non verrebbero buttate?

Eventuali modifiche e miglioramenti potrebbero/dovrebbero essere condivisibili.
StefanoSL
2014-10-05 17:51
Approvo e aggiungo :

L'utilizzo del software libero ed open source nella pubblica amministrazione dovrebbe essere un obbligo di legge. Software aperto e condiviso, partecipato ed accessibile. Partiamo dalla scuola di oggi per partire dalla generazione di domani. Buoni esempi e buoni progetti ve ne sono. Basta guardarsi attorno occorrono esempi ?
salvatorecuomo
2014-10-07 23:32
Approvo e aggiungo :

L'utilizzo del software libero ed open source nella pubblica amministrazione dovrebbe essere un obbligo di legge. Software aperto e condiviso, partecipato ed accessibile. Partiamo dalla scuola di oggi per partire dalla generazione di domani. Buoni esempi e buoni progetti ve ne sono. Basta guardarsi attorno occorrono esempi ?
salvatorecuomo
2014-10-07 23:32
Approvo e aggiungo:
Vorrei qualcosa che sia anche allegro, bello da vedere, colorato, simpatico, molto intuitivo da usare; molto spesso in Italia si confonde l'istruzione con la noia (le nostre scuole sono spesso di una bruttezza deprimente, almeno fino a quando non vengono riempite coi lavori degli alunni/studenti).
Questa, ad esempio https://www.classdojo.com, per la scuola primaria è perfetta. 
paolaborsoi
2014-10-11 15:51
Approvo e aggiungo:
Vorrei qualcosa che sia anche allegro, bello da vedere, colorato, simpatico, molto intuitivo da usare; molto spesso in Italia si confonde l'istruzione con la noia (le nostre scuole sono spesso di una bruttezza deprimente, almeno fino a quando non vengono riempite coi lavori degli alunni/studenti).
Questa, ad esempio https://www.classdojo.com, per la scuola primaria è perfetta. 
paolaborsoi
2014-10-11 15:51
OpenSankorè, tra i tanti, in italiano e con una piattaforma per insegnanti, genitori e studenti italiana.
mattruffoni
2014-11-01 07:47
OpenSankorè, tra i tanti, in italiano e con una piattaforma per insegnanti, genitori e studenti italiana.
mattruffoni
2014-11-01 07:47
Approvo al 100% la proposta
RobertoBergonzini
2014-11-09 03:20
Approvo al 100% la proposta
RobertoBergonzini
2014-11-09 03:20
Uno studio su questo tema è già stato avviato
http://www.cremit.it/portale/adDetail.asp?cat_id=72&cat_parent=&cat_group=2&ad_id=1172
MarinaPappada
2014-11-09 16:48
Uno studio su questo tema è già stato avviato
http://www.cremit.it/portale/adDetail.asp?cat_id=72&cat_parent=&cat_group=2&ad_id=1172
MarinaPappada
2014-11-09 16:48
Sostengo la proposta.
Una iniziativa coerente con questa proposta e' stata il Dossier Scuola:
Al contrario la "mappatura" del Cremit proposta nella risposta di Pappada non ha niente a che fare con questa proposta. La grande maggioranza degli applicativi li' catalogati non hanno licenze di software libero o open source.
Renzo Davoli, Dipartimento di Informatica, Universita' di Bologna
renzodavoli
2014-11-13 11:09
Sostengo la proposta.
Una iniziativa coerente con questa proposta e' stata il Dossier Scuola:
Al contrario la "mappatura" del Cremit proposta nella risposta di Pappada non ha niente a che fare con questa proposta. La grande maggioranza degli applicativi li' catalogati non hanno licenze di software libero o open source.
Renzo Davoli, Dipartimento di Informatica, Universita' di Bologna
renzodavoli
2014-11-13 11:09
Gli open source free scontano il basso utilizzo in ambito lavorativo/professionale. Meglio che il MIUR ottenga licenze a prezzo simbolico per uso didattico dei maggiori software utilizzati nel mondo produttivo, così il collegamento tra scuola e mondo reale è senz'altro favorito.
nicolabusin
2014-11-13 21:51
Gli open source free scontano il basso utilizzo in ambito lavorativo/professionale. Meglio che il MIUR ottenga licenze a prezzo simbolico per uso didattico dei maggiori software utilizzati nel mondo produttivo, così il collegamento tra scuola e mondo reale è senz'altro favorito.
nicolabusin
2014-11-13 21:51
Credo che questa idea sia pessima e che nasca da un errata interpretazione o conoscenza di quello che sta succedendo nel mondo dal punto di vista del software, della sua disponibilità e della sua didattica.
Credo che il primo errore sia richiedere dal ministero una certificazione senza dare idea di cosa il ministero debba certificare. 
robbyetor
2014-11-14 21:32
Credo che questa idea sia pessima e che nasca da un errata interpretazione o conoscenza di quello che sta succedendo nel mondo dal punto di vista del software, della sua disponibilità e della sua didattica.
Credo che il primo errore sia richiedere dal ministero una certificazione senza dare idea di cosa il ministero debba certificare. 
robbyetor
2014-11-14 21:32
Il software viene oggi fornito senza alcuna garanzia legale di funzionamento (anche con il sw non libero) con le eccezioni di alcuni settori e impianti life-critical (veicoli, strumentazione medica, dispositivi militari). Considerato che i produttori del software certificano il meno possibile non vedo cosa o come il ministero possa certificare alcun chè. C' è bisogno di docenti che siano capaci di selezionare in autonomia il software che serve. 
robbyetor
2014-11-14 21:33
Il software viene oggi fornito senza alcuna garanzia legale di funzionamento (anche con il sw non libero) con le eccezioni di alcuni settori e impianti life-critical (veicoli, strumentazione medica, dispositivi militari). Considerato che i produttori del software certificano il meno possibile non vedo cosa o come il ministero possa certificare alcun chè. C' è bisogno di docenti che siano capaci di selezionare in autonomia il software che serve. 
robbyetor
2014-11-14 21:33
A dirla tutta c' è bisogno che gli studenti acquisiscano la capacità critica di capire le loro stesse necessità ("cosa mi serve per risolvere questo problema?", "meglio un martello o uno scalpello?") che è una parte importante del problem solving. Se i docenti avranno bisogno del ministero che gli indichi normativamente che sw usare non solo cestiniamo l' autonomia della scuola ma abbandoniamo il proposito di educare gli studenti. 
robbyetor
2014-11-14 21:33
A dirla tutta c' è bisogno che gli studenti acquisiscano la capacità critica di capire le loro stesse necessità ("cosa mi serve per risolvere questo problema?", "meglio un martello o uno scalpello?") che è una parte importante del problem solving. Se i docenti avranno bisogno del ministero che gli indichi normativamente che sw usare non solo cestiniamo l' autonomia della scuola ma abbandoniamo il proposito di educare gli studenti. 
robbyetor
2014-11-14 21:33
Si rischia inoltre di creare lenti carrozzoni per i quali i docenti non possono insegnare usando un sw perchè questo non è nella lista del ministero. Il ministero dal canto suo è lento nel suo stesso aggiornamento quindi le liste rimangono le stesse per anni. Ci ritroveremo nel 2030 con le tecnologie sw del 2015 a constatare di aver costruito un monumento alla divisione digitale.
 
robbyetor
2014-11-14 21:34
Si rischia inoltre di creare lenti carrozzoni per i quali i docenti non possono insegnare usando un sw perchè questo non è nella lista del ministero. Il ministero dal canto suo è lento nel suo stesso aggiornamento quindi le liste rimangono le stesse per anni. Ci ritroveremo nel 2030 con le tecnologie sw del 2015 a constatare di aver costruito un monumento alla divisione digitale.
 
robbyetor
2014-11-14 21:34
I licei che hanno visto la sperimentazione PNI (piano nazionale informatica) per anni hanno sofferto l' aderenza ai programmi ministeriali cristallizzati su Pascal (un linguaggio di programmazione che in un altra epoca sembrava la cosa più pulita e ragionevole da insegnare): quando ho frequentato il liceo Pascal era vistosamente obsoleto e non senza alternative ma il ministero aveva previsto quello.
 
robbyetor
2014-11-14 21:34
I licei che hanno visto la sperimentazione PNI (piano nazionale informatica) per anni hanno sofferto l' aderenza ai programmi ministeriali cristallizzati su Pascal (un linguaggio di programmazione che in un altra epoca sembrava la cosa più pulita e ragionevole da insegnare): quando ho frequentato il liceo Pascal era vistosamente obsoleto e non senza alternative ma il ministero aveva previsto quello.
 
robbyetor
2014-11-14 21:34
Propongo un servizio di helpdesk preciso e veloce . Aggiungo un' informazione informatizzata efficace diffusa.le classi interattive potrebbero progettare e implementare una piattaforma utile per ogni richiesta, con guide regionali  e  mini dizionari in lingua starniera, traduttori delle abbreviazioni più note (es. di sms)."Geni non si nasce ma si diventa".
Susanna.Seghini
2014-11-15 21:31
Propongo un servizio di helpdesk preciso e veloce . Aggiungo un' informazione informatizzata efficace diffusa.le classi interattive potrebbero progettare e implementare una piattaforma utile per ogni richiesta, con guide regionali  e  mini dizionari in lingua starniera, traduttori delle abbreviazioni più note (es. di sms)."Geni non si nasce ma si diventa".
Susanna.Seghini
2014-11-15 21:31

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