PERCHÉ PARTECIPARE



Come saranno utilizzati i contributi alla consultazione?

Lo scopo della consultazione è migliorare, integrare e rafforzare La Buona Scuola . Alcuni temi possono trovare migliore rappresentazione o approfondimento nella versione rispetto al documento del 3 Settembre, per altri occorre un ampio dibattito per individuare le migliori soluzioni di attuazione, o per il loro sviluppo futuro.

Per tutte queste ragioni serve la consultazione. Il Piano de La Buona Scuola prenderà una forma diversa attraverso il dibattito, e si trasformerà rispetto al documento iniziale che è stato proposto dal Governo in consultazione.

A questo scopo, i contributi portati attraverso la consultazione saranno analizzati in modo scientifico durante le due settimane successive al giorno della chiusura, il 15 Novembre.

Il processo di raccolta dei feedback è stato pensato per consentire la sistematica categorizzazione e organizzazione di tutte le tipologie di contributi che arrivano e dell’applicazione del più appropriato metodo di analisi che meglio valorizzi le interazioni. Tutte le fonti della consultazione saranno analizzate, incluse le risposte ai questionari, le proposte e i commenti, i risultati dei dibattiti, le posizioni che le organizzazioni rappresentative dei tanti interlocutori della scuola ci stanno inviando e i messaggi di posta elettronica.

Alcuni sono più semplici da analizzare, altri richiedono la collaborazione con il mondo della ricerca, per esempio nel caso di una rigorosa e sofisticata analisi di grosse quantità di commenti testuali, per i cui fini saranno utilizzati gli strumenti tipici della linguistica computazionale.

Una buona analisi è però in grado di ricostruire la complessità e, allo stesso tempo, la granularità di quanto sta emergendo da un grande dibattito nazionale sulla scuola. La finestra di tempo a nostra disposizione è adeguata per analizzare quanto stiamo ricevendo, e per cogliere gli spunti utili a integrare e modificare La Buona Scuola in vista dell’inizio del percorso di attuazione.

La consultazione pubblica non è un sondaggio – non è una rilevazione demoscopica di tipo campionario, e non ha ambizioni di rappresentare scientificamente l’opinione dei cittadini. Non è un referendum o uno degli strumenti di iniziativa popolari a cui il nostro ordinamento attribuisce un valore vincolante. È un progetto di collaborazione, di condivisione di un percorso, di apertura all’operosità costruttiva di chi ha interesse a raggiungere il miglior risultato possibile: ed è per questo motivo che i suoi risultati integreranno, all’interno di un quadro di lavoro i cui cardini sono chiari, a partire dal piano assunzionale, sia il percorso normativo che il modo in cui La Buona Scuola diventerà realtà, ad esempio attraverso azioni progettuali, linee guida, protocolli d’intesa, bandi e altri strumenti.

Se avete dubbi su quanto abbiamo scritto in questa pagina, contattateci all’indirizzo labuonascuola@miur.it, specificando nell’oggetto la locuzione [Patto Partecipativo]. È importante che tutto quanto facciamo per mobilitare interesse intorno a questa consultazione sia credibile e comprensibile. È un grosso impegno, per noi e per voi, e non vogliamo sprecarlo.